Forma e Materia

Un momento di estasi passionale che cerca di fermare l’istante

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Il tempo è più complesso vicino al mare che in qualsiasi altro posto, perchè oltre al transito del sole e al volgere delle stagioni, le onde battono il passare del tempo sulle rocce e le maree salgono e scendono come una grande clessidra

John Steinbeck.

Le opere di Arturo Barbante assomigliano allo scorrere di un mare impulsivo e impietoso, con le maree che segnano tempo e stagioni. Con un elevarsi a tratti di folate sferzanti di vento che lasciando spruzzi di colorata materia pittorica.

Un mare tumultuoso, a tratti inesorabile, fertile, che si ingrossa, dilaga, travolge, scava nella profondità dell’animo umano. La forma pittorica di Arturo Barbante è impregnata di esplosioni, di ustioni, di materia cromatica: dal rosso dei tramonti della mattanza, della passione, al giallo del sole sino a riposare nell’azzurro limpido e trasparente del mare. Imbevuti di una matericità quasi fisica, impasti magnetici che riportano al paesaggio lavico, grovigli che lasciano andare pulsioni improvvise e psichiche di un inconscio che abbandona se stesso.

Sembra esserci nella sua pittura una forza interiore che fremente ferma l’istante. Forse perché per Barbante dipingere può significare rivestirsi di colore come un mantello per il viandante che lo riscalda, può volere essere rivestirsi delle emozioni che lascia dentro il colore. Un momento di estasi passionale che cerca di fermare l’istante, l’inafferrabile e fuggente istante. Un atto di accettazione e consolazione per e del reale. Per aver percepito la sua arte che là dove la vita arriva, là è presente la perdita, il dileguarsi di tutto e nell’incessante mareggiare che tutto cambia e tutto stravolge l’attimo però resta.

“S’è fatto tardi molto presto”

Dr Seuss.

Giovanna La Cava per MPGart

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